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Silenzio, si mangia!

aprile 9, 2013

rinoceronteweb

 

Ai tempi di Elisabetta I d’Inghilterra per fare bella figura ad un party era richiesta un’aria depressa. Un gentiluomo, come suggeriscono le canzoni di John Dowland, era tale solo se munito di sguardo languido, melanconico. E silenzioso. Era un’ottima strategia per far intuire, dietro al mutismo, abissi di profondità.

Oggi non è più così. Si richiede brillantezza e incontenibile joie de vivre. Soprattutto durante una cena, un pranzo di lavoro, un aperitivo, un buffet. O gli onnipresenti eventi. Esiste una spasmodica ansia da prestazione verbale che ha come controindicazione una fastidiosa indifferenza per il cibo.

Ma quando si affrontano piatti di alta cucina è necessario il silenzio. È come per le mostre d’arte: la folla vociante intorno ad un capolavoro di Vermeer o di Giorgio Morandi (pittori del silenzio) dimezza la poesia. Così quando si affronta un grande piatto, pensato, studiato, realizzato ad arte, la concentrazione è tutto. Per questo è meglio mangiare da soli. E al diavolo la retorica della simpatica convivialità. Quella si applica bene solo alla pizzata con gli amici.

Testi e disegni di Gianluca Biscalchin

Cibology credits 2013 – testi & disegni © Gianluca Biscalchin

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  1. giugno 2, 2013 3:19 pm

    L’ha ribloggato su abagnomaria.

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