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Zuppa sovrana

febbraio 13, 2012

Lo sappiamo. La cucina di corte è sempre stata esagerata. Almeno in termini di quantità. Con risvolti pessimi per la salute. Re gottosi hanno stressato generazioni di cortigiani con le loro lamentele. Mentre suite di fagiani ripieni di quaglie ripiene di tordi in abbinamento con pavoni ripieni di lepri ripiene di fagiani si riversavano sulle tavole imbandite. Facendo nascere la moderna cucina.

Grazie tante. La monarchia ormai non c’è più. I sovrani superstiti sono parchi e morigerati. Ha vinto la cucina dei poveri cristi? Discorso complesso. Ma almeno si è salvato il modello-minestrone. Piatto plebeo per eccellenza, fatto di tutti i resti, gli avanzi, gli scarti. Modello filosofico di riciclo nato dal basso. Con potenzialità infinite.

Per scoprire quanto può essere sublime un minestrone, e quanta qualità, arte e stile può esprimere, basta assaggiare la Zuppa Etrusca del Luogo di Aimo e Nadia. Archetipica. Cancella in una cucchiaiata la sua origine povera, rispettandola. E diventando cibo da re.

Nell’immagine l’Infanta Margarita copiata goffamente da Velázquez. Con l’aggiunta di minestrone. 

Testi e disegni di Gianluca Biscalchin

Cibology credits 2012 – testi & disegni © Gianluca Biscalchin

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