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Io tonno

luglio 5, 2011

Come il pesce di Giona, come quello di Pinocchio un tonno mi ha ingurgitato. Un grande tonno che torna nei sogni. E nello stato di veglia. Ci inciampo. Lo ritrovo. Mi insegue. Lo blocco. Lo cucino. Ma lui torna. Tonno… Chissà se Jung ne aveva intuito una qualche possanza archetipica? Chissà se Freud ci intuiva una qualche perversione? Se sì, non lo voglio sapere. Forse c’è una costellazione perduta, la costellazione del tonno. Chissà. Sta di fatto che me lo ritrovo sempre tra psiche e forchetta.

Siamo simili. Un po’ per quell’aria sveglia che condividiamo. Un po’ per lo stesso fisico flessuoso. Certamente lo incontro spesso. Prima a Vico Equnese  dove un grande esemplare sardo è stato squartato e mangiato crudo sulla spiaggia. Poi l’ho letto nel libro di Raffaele Mangano sui pescatori di tonni di Favignana. E infine l’ho mangiato trasformato in salumi da un folle genio che sta a San Vincenzo. Un visionario che trasforma tonno e palamite in porchetta, mortadella, roast beef. Ma anche in maionese e panna. Un modo splendido per confermare la fama tonnina di maiale del mare. E lo dice un vero maiale di terra.

Testi e disegni di Gianluca Biscalchin

Cibology credits 2012 – testi & disegni © Gianluca Biscalchin

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