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Proustino e il tempo perso

aprile 11, 2011

Ho letto un articolo su Prosut e il sapore industriale della nostra memoria gastronomica. Secondo Giacomo Papi (su D di Repubblica) la girella Motta e il Mulino Bianco sono  le nostre madeleine. Concordo. Ma non è questo il punto. Penso al povero Proust che ha scritto milioni di parole per essere citato  solo e sempre a proposito del più insopportabile dei dolcetti.

Un monito per tutti noi: inutile perdere tempo a costruire capolavori. Meglio dirla chiara e tonda. Mi viene in mente il famoso commento di Céline alla Recherce: «Proust sarà anche bravo, ma vogliate ammettere che 200 pagine per dire che lo vuoi prendere in quel posto sono un pochino troppe». E alla altrettanto famosa frase del genio Flaiano: “Abbiamo poche idee ma confuse”. Quindi mi taccio e la finisco qui.

Testi e disegni di Gianluca Biscalchin

Cibology credits 2011 – testi & disegni © Gianluca Biscalchin

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3 commenti leave one →
  1. maitemarie permalink
    aprile 11, 2011 9:58 am

    sì, però è tutto un po’ troppo cattivo, povero Proust. A volte, bisogna ammetterlo, non si ha il tempo di essere brevi.
    PS Mme Kristeva aveva delle idee piuttosto interessanti su quella madelaine inzuppata nel tè della zia

  2. aprile 11, 2011 10:01 am

    gulp. Non so bene perché mi sono firmata incollandoci pure la Marie (sarà che le lezioni della Kristeva le seguivamo insieme ed anzi è lì che ci siamo conosciute) comunque mi assumo la responsabilità piena e univoca delle mie affermazioni.
    baci

  3. aprile 12, 2011 5:54 am

    ammazza che giudizione! … io troppo bestia per avere opinione che non assomiglia alla panna montata delle bombolette. provato due volte a leggere e dopo un qualche centinaio di pagine mollato.
    madelaine: mah… sopravvalutate direi. di fatto tortine (e di tutte le fogge, nn solamente a conchiglia) dignitose ma nulla di piu’: ci sta che nel 1980/1990/2000 le nostre mad siano girelle e pandistelle.
    e le tue di madelaine quali sono? io per alcuni anni, soprattutto negli anni lontani dall’italia, le avevo cristallizzate nei panzerotti di luini… ovviamente fatto errore madornale di andare a ritrovarli dopo venti anni e ovviamente sbattuto grugno contro dura realta’….poi mi ricordo certe sfogliatelle che mangiavo a salerno ogni estate da bambozzo….certo pane di grano duro calabrese,,, si parla di decenni e decenni fa.
    keep up! ottimo lavoro qui
    ciao
    ste

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