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Le ciccione fiorentine

gennaio 18, 2011

Bisogna dirlo: sono state due donnone rinascimentali che hanno aperto le porte della grande gastronomia alla cultura occidentale. Che hanno in qualche modo tenuto a battesimo la cucina moderna. Fiorentine, lontane parenti, alla moda, decisamente in carne e con un’incontenibile voglia di abboffarsi. Caterina e Maria de’ Medici, regine di Francia, hanno insegnato al mondo come si mangia. Sono loro le matriarche di tutti i gastrosnob, anche se i francesi ci hanno messo secoli per farcelo dimenticare. Le hanno accusato di intrighi, grossolanità, pacchianeria, superstizione e del vizietto tutto italiano: la sopraffina arte del veleno.

Invece la storiografia ha attribuito alla prima un talento insuperabile nella pratica della mediazione e alla seconda un gusto sopraffino per l’arte. E ad entrambe il merito di aver insegnato ai francesi l’arte del cibo. Detto per inciso, fu Caterina ad importare alla corte dei Valois l’uso civile della forchetta, per non sporcarsi le mani con cosce bisunte di montone. Pare anche delle mutande per le donne, ma questa è un’altra storia. Sta di fatto che le crêpe altro non sono che le crespelle, la béchamel deriva dalla salsa colla e la marinatura è un’invenzione fiorentina. Lo fu anche il gelato, ma almeno di quello i francesi ce l’hanno lasciato.

Andate a parlare a Maria de’ Medici della Francia gourmet quando per il suo banchetto nuziale con Enrico II, assente per rotolamenti sessuali con le sue amanti, i sorbetti li disegnava Giambologna e la tavola la imbandiva il Buontalenti. Certo la grossa bottegaia e la grassa banchiera, come i parigini chiamavano le due regine, non potevano vantare la bellezza diafana delle dame di Francia, ma i loro carciofi ripieni, la panna cotta, il cibreo (piatto fatto di rigaglie di pollo) e i timballi le hanno rese parecchio fertili. In due hanno prodotto quindici eredi al trono di san Luigi e hanno messo un pietra tombale sulla gottosa cucina medievale. Per sempre. È grazie alle due ciccione che Parigi è diventata la capitale universale dei gastrosnob.

Testi e disegni di Gianluca Biscalchin

Cibology credits 2011 – testi & disegni © Gianluca Biscalchin

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