Skip to content

Il timballo e la democrazia a strati

gennaio 4, 2011

 

 

 

 

Urge un’alimentazione democratica. Non nel senso politologico, ma del cibo in sé. Come palingenesi di una nuova era dell’abboffata rivoluzionaria (basta cibo al popolo!): bisogna ricreare l’idea di piatto. O meglio, l’idea di quello da metterci dentro, il piattoriccomicificchismo. Per questo voglio celebrare con trionfi e lodi la cucina a strati. L’opposto di quelle ricette che privilegiano un alimento e lo rassicurano con un contorno. Casi tristi che assomigliano al cinema dove, spesso, il comprimario è  meglio del protagonista.

Quelli sono piatti classisti, dove la gerarchia spappola il piacere. Ma perché la bistecca deve essere migliore delle patate? Chi lo dice? Prendete invece la parmigiana, summa della cucina a strati. La melanzana non sottomette il sugo, il parmigiano, per realizzarsi, si deve fondere col pomodoro, la mozzarella interagire con gli altri attori. E la cipolla morire per poi rinascere. Spesso dopo qualche ora dalla digestione. Ma la parmigiana è solo la piattaforma ideologica della cucina a strati.

Esistono casi di complessità anche maggiori. I timballi per esempio. Alcuni prediligono il caos alla più razionale sistemazione a strati. In quello siciliano l’ordine dei livelli si perde per trasformarsi in un gorgo di elementi: polpette, uova, cotenne, melanzane, anellini. Il tutto ricoperto da un unico grande strato, che la tradizione vuole di pasta frolla dolce. C’è un altro timballo però che merita uno studio attento: è una delle varianti abruzzesi.

Funziona come una lasagna, ma al posto della pasta tirata, gli strati sono delle crêpes. Il risultato è oltre il sublime. Le sottilissime frittatine di impasto di farina, acqua e uovo, cariche d’aria, sono lievi come pensieri. Tra di loro si adagiano sugo, parmigiano, mozzarella e delle palline di carne distribuite con dovizia, senza sfarzo. Il gusto allora gioca con gli strati e la lingua cerca la sorpresa delle piccole perle di manzo. In un boccone tutti i gusti sono compresenti. Contemporanei. Non esistono strutture sociali tra sapori. Il timballo è democratico. viva la Repubblica, viva l’Italia!

testi e disegni di Gianluca Biscalchin

Cibology credits 2011 - testi & disegni © Gianluca Biscalchin
Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: