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Implicazioni politico-religiose del buffet

dicembre 29, 2010

Il peggiore è stato a Venezia. Ero lì per la presentazione alla stampa di una sofisticata grande mostra d’arte contemporanea. Insieme a me una pattuglia di giornaliste in età, forse mogli di uomini potenti o ricchi che ai tempi sistemarono le proprie signore in qualche redazione. Ad occuparsi d’arte, roba da femmine. Le colleghe rimasero indifferenti davanti ai fratelli Chapman e perfino alla mucca in formalina di Damien Hirst.

Ma al momento del buffet si avventarono con una violenza inaudita su pizzette secche e panini al prosciutto antico. Impedendomi di raggiungere anche un’umile oliva, un’arachide. Il fatto rilevante è che l’italiota (anche se ben nutrito, benestante e possessore di una cultura medio-alta) scatena istinti pre-storici davanti all’offerta di cibo gratis. E manifesta il peggio del suo background cattolico-controriformista: la pretesa di avere tutto e subito. Come quando si chiede al santo la grazia. O quando si ricatta Dio con un fioretto. Le forme democratiche vengono così stravolte e vince chi è prepotente.

In Svezia invece la pratica del buffet, che da quelle parti si chiama Smörgåsbord, riflettono la struttura socio-religiosa della mente scandinava.  Non vedrete mai un neo vichingo passarvi davanti, non cedervi il turno, finire le polpettine o gli affettati d’alce. Tutto è regolato da un senso della misura, dell’uguaglianza e del rispetto. Certo, l’effetto finale può sembrare di una noia letale. Ma aspettate che i nordici abbiano seccato le loro abituali litrate d’alcol e vedrete che l’effetto sbadiglio sparirà.

La dimostrazione empirica della profonda assimilazione dei principi democratici e dell’afflato protestante degli svedesi è che, anche dopo l’ennesima bottiglia (qui non si parla di bicchieri) di acquavite vi cederanno il passo al buffet. Anche per sopravvenuta incapacità motoria.  E si vergogni chi sta pensando che in Svezia si suicidano tutti mentre in Italia c’è il sole, la pizza e il mandolino.

testi e disegni di Gianluca Biscalchin

Cibology credits 2011 - testi & disegni © Gianluca Biscalchin


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